Thea Boccolini

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LE SEDIE DE BEAGNE

Nel centro de Beagne

Paesotto de provincia,

lungo er corso Matteotti

ce sta sempre Menotti con Jovanne,

Cincino er ferroviere, Angelino er postino

e Peppe de Strappini.

Stanno lì seduti per ore a discorre de sé,

de la jente der paese e de la jente

forestiera.

Peppe de Strappini, er giullare der gruppo,

ha scritto ‘nto le sedie de legno,

‘ndo se mettono a conversà,

li nomi de li compagni,

perché sennò se mettono a litigà.

Co’ sta storia de ‘ste sedie

so’ famosi in tutto er monno!

Ormai è quarant’anni che ce stonno

e giovincelli non so’ più,

ma magnano, beono e chiacchierano.

E quanno se fa sera

Ed è ora de ji a magnà

‘ste sedie le portano ‘nto la bottega

De Peppe de Strappini.

Alla fine i compagni moriranno,

ma le sedie resteranno!

Se esse potessero parlà

Altro che il Tg 5

Potrebbero fa!!!!

(Thea Boccolini – 10 anni)

Poesia scritta nel 2006 e classificata al 3° posto nella sezione “Poesie” del VII Concorso Nazionale “Giochiamo a fare i

poeti” organizzato dall’associazione ABC per bambini da 5 a 15 anni.

I bevanati

Siamo persone un po’ particolari. Attaccate alle radici e alla famiglia. Orgogliose, caparbie, generose e stravaganti.

Sicuramente ironiche e soprattutto geniali.

La prima stravaganza che il visitatore riscontra  è nella scelta dei nomi della gente: Ope sposata a Saturno, Licurgo,

Omero, Temide, Milziade, Elide, Corisma, Desiderio, Aristeo, Piramo, Artea, Eurialo, Alighiero, Aida, Plinio, Aede, Alcide,

Ermete, Leda, Orintia, Eliodoro, Pindaro, Meonia, Venerio, Demetrio, Ulisse, Giulio Cesare, Cleofe, Orazio, Aristide,

Tamiride, Placidia, Pilide, Osiride, Melpomene, Tersicore, Pilade e poi Waldemaro, Whashington, Isonzo e così via.

Bevagnizzazione: un modello di qualità di vita.

Da una intervista a Giuseppe de Rita  – sociologo, presidente del Censis-.

“Bevagnizzazione … da Bevagna: un piccolo paese, civile, ben conservato, bello esteticamente, dove la storia è passata

ma e lontana. Un luogo calmo, tranquillo, in cui si vive bene. E’ un modello affascinante, che chi ha i soldi viene qui e

compra. E in cui invece chi ha pochi soldi viene ogni tanto a fare del buon turismo a poco prezzo … “

Da AGI: Agenzia Giornalistica Italia, Roma 18 nov 2005.

“E’ Bevagna “il simbolo del vivere tranquillo”. Sono Ormai oltre tre anni che il prof Giuseppe de Rita, presidente del

Censis, non perde occasione in pubblico e in privato per dire che il piccolo centro della provincia umbra, a pochi

chilometri da Spoleto, costituisce un vero e proprio archetipo della qualità della vita cui aspiriamo. La scelta di Bevagna,

ci racconta, non è casuale: De Rita avevav visitato il piccolo borgo qualche settimana prima dell’attentato dell’11

settembre 2001 ed era rimasto colpito dalla semplicità del luogo, ma anche dallo scorrere tranquillo della quotidianità. E

quando all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle, “in Italia si parlava di ormai guerra imminente nel mondo, ho

pensato proprio a Bevagna, convincendomi che lì non poteva arrivarci la guerra …”. E da allora, per il presidente del

Censis, il borgo umbro rappresenta una sorta di modello cui guardare quando parla di qualità della vita. Non a caso lo

setsso De Rita ha coniato il termine, che egli stesso definisce non certo bello ma efficace, come “bevagnizzazione”

quando si parla di individuare un simbolo del vivere tranquillo.